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Pesto alla trapanese

Quest'estate è accaduta una cosa che mi ha fatto molto piacere: mentre me ne stavo in Sicilia ad assaggiare ogni cosa commestibile mi si parasse davanti, un ragazzo mi ha scritto su Instagram che avrei potuto provare e, poi, raccontare il pesto alla trapanese che, secondo lui, è qualcosa di veramente ghiottissimo.
Del pesto alla trapanese avevo casualmente sentito parlare qualche settimana prima su Radio 2 ed effettivamente mi aveva incuriosita, ma io sono catanese e, ad oggi, quasi "messinese onoraria", di Trapani conosco ben poco.
Così la richiesta di questo ragazzo è stata per me la scusa per ampliare le mie conoscenze e assaggiare qualcosa di nuovo della mia terra.

SOUVENIR PARTE II (qui la parte I)

Ho acquistato alcuni degli ingredienti per preparare il mio pesto alla trapanese - agghia pistataproprio in Sicilia, prima della partenza: le mandorle pelate alla Fera 'o Luni di Catania, il pecorino e l'aglio rosso a Messina.
Quest'anno abbiamo un basilico meraviglioso, che ha soggiornato dai miei genitori mentre noi eravamo via e si è fatto trovare ancora più in forma, quindi è stata l'occasione ideale per utilizzarne un po'.

L'aglio rosso o aglio di Nubia è un ingrediente molto interessante, con un sapore notevolmente più intenso di quello che utilizziamo generalmente in cucina. Questo dipende dalla spiccata presenza di allicina, il principio attivo dell'aglio che gli conferisce il suo inconfondibile aroma e le molteplici proprietà benefiche.
Ha la buccia rossa, viene coltivato a Nubia, una frazione di Paceto, a Trapani ed è parte imprescindibile del pesto alla trapanese.

Loro la chiamano pasta cu l'agghia e quando la cucinano utilizzano i Busiati, o maccheroni al ferro. Si preparano anche in casa, lo farò, questa volta non ne avevo davvero il tempo, settembre è imperdonabile!

Pesto alla Trapanese 1

 

BREVE STORIA DEL PESTO ALLA TRAPANESE

Un tempo al porto di Trapani si fermavano le navi della Repubblica Marinara di Genova provenienti da Oriente. Proprio come in tutti i luoghi di scambio commerciale a mescolarsi non erano solo gli affari, ma anche le culture. Fu così che i marinai genovesi insegnarono ai siciliani le loro tradizioni culinarie, come l'agliata - una salsa a base di aglio e noci -, che fu chiaramente modificata con gli ingredienti del luogo e chiamata proprio pesto alla trapanese. 

 

LA RICETTA

Ingredienti:

  • 150 g di pecorino
  • 150 g di mandorle pelate
  • 300 g di pomodori ciliegino
  • uno spicchio d'aglio rosso
  • 20 g di basilico
  • olio evo q.b.

Procedimento:

Mettete sul fuoco una pentola piena d'acqua e portate a bollore. Lavate i pomodorini e tagliate via la parte del picciolo. Immergeteli nell'acqua e scottateli per un paio di minuti. Tirateli fuori con una schiumarola ed immergeteli in una ciotola con dell'acqua fredda. Lasciateli raffreddare, dopodiché, senza scottarvi, togliete la pelle. 
A questo punto vi tocca un passaggio un po' pericoloso (mettete il grembiule): schiacciate uno ad uno i pomodorini, così che escano il succo e i semini, occhio agli schizzi!
Lavate il basilico e mettetelo dentro al robot da cucina insieme ai pomodorini, alle mandorle, all'aglio rosso, al pecorino grattuggiato e a una decina di cucchiai d'olio evo. Azionate e attendete che si compia la magia!

Per la conservazione potete tranquillamente congelare il pesto, anche in vasetti monoporzione in modo da tirare furi solo quello che vi serve all'occorrenza. Se, invece, lo consumerete a stretto giro, non superate i tre giorni in gìfrigorifero e abbiate l'accortezza di coprirlo con uno strato d'olio prima di conservarlo.

Pesto alla Trapanese 2

Mimì in Cocotte

Martina Tripi
info@mimiincocotte.it