Mimì in Cocotte

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Il Menù

Il connubio pere e prosciutto crudo

Adoro unire frutta e verdura. La prima volta che l'ho visto fare ero a casa di nonna Anna. Quando sono in Sicilia la maggior parte dei pasti sono a base di carboidrati fritti o molto conditi, ma quando sono a casa di nonna, in quei periodi meravigliosi che ci riserviamo per stare sole io e lei, la verdura a tavola non manca mai.
Lei sa quanto mi piaccia, sa che solitamente arrivo da giorni di scorpacciate e che me ne attendono degli altri, quindi, quando sono a Catania prepara per me pranzi e cene leggeri.
Lei nell'insalata mette la frutta quando è molto matura: pesche, prugne, percocche, pere e mele. Taglia e aggiunge alla verdura quello che il frigorifero offre, dopodiché condisce tutto. Io ho imparato a fare lo stesso.

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Porridge alla zucca

E se il porridge si potesse mangiare non solo a colazione?
Non ci avevo pensato ma eccola qui: una ricetta leggera e buonissima che si prepara molto velocemente. 
Il porridge, anche detto porageporrigeparritch e per noi italiani pappa d'avena, è un piatto nato per sfamare la povera gente. Scrisse Goethe: "Se piovesse porridge i poveri contadini non avrebbero cucchiai per mangiarlo", poi divenne anche il cibo dei carcerati, da qui la simpatica che spero non sentirete mai: doing porridge - testualmente fare il porridge - che significa essere carcerato.
È stata mia sorella a consigliarmelo per la colazione, lei lo prende con latte di mandorla, gocce di cioccolato fondente e banana. Quando le ho detto che ne avevo scoperto una versione salata ha voluto subito la ricetta.

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Panino di Tripoli

Una volta ho chiesto a nonna Pinuccia dove avesse imparato a cucinare e lei mi ha risposto: "Ero tanto curiosa Martina". Lei è nata in Somalia e la sua cucina è contaminata dai tantissimi soggiorni fra Tripoli e Mogadiscio, che si sono alternati a periodi trascorsi un po' in tutta Italia. Figlia di ambasciatore e moglie di generale dell'esercito, si è sempre spostata qua e là per il mondo.
È proprio in Africa che ha imparato a cucinare, prima dal personale di servizio nelle cucine di famiglia, poi dagli amici che nel tempo l'hanno accolta e ospitata durante i suoi lunghi soggiorni.
Quando viveva a Tripoli, da bambina, passava ore a guardare la cuoca che cucinava per tutta la famiglia e durante le pause del personale di servizio si aggregava ai loro spuntini, assaporando i ricchi panini profumati che consumavano in cucina.
Si è sempre portata dietro questa ricetta, deliziosamente composta da ingredienti che, per fortuna, possiamo reperire anche nel nostro Bel Paese. Questo è il periodo giusto per testarla, visto che i peperoni sono abbondanti e squisiti!

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Pasta alla Norma con ricotta infornata

La pasta, quanto è bella! Sì, non è solo buona, è proprio bella.
Fra una settimana o poco più si scende,  se me l'avessero detto un paio di mesi fa non ci avrei creduto, eppure sì: andremo in Sicilia anche quest'anno. Se ci penso mi viene da piangere!
Qualche giorno fa Marco è stato colto da un attacco di nostalgia e si è fritto una melanzana, ha messo su un po' di salsa di pomodoro e, poi, ha comprato la ricotta infornata. È diffusissima nella zona di Messina e ogni tanto spunta fra i banchi dei supermercati più forniti anche qui al nord. A Catania mangiamo, invece, la ricotta salata, l'avete mai provata? Entrambe sono perfette nella pasta alla Norma, lì è una questione prettamente geografica.
Ciò che davvero è imprescindibile sono le melanzane fritte: non vi azzardarde a cuocerle ai ferri!

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Risotto con i bruscandoli

Ultimamente sto seguendo un progetto che richiede una profonda ricerca storica su alcuni piatti della tradizione del nostro Nord. Parlando con persone che amano cucinare, chef, ristoratori, sto imparando i retroscena di ricette che ancora oggi si preparano fra le famiglie, secondo tradizione. Sono cambiati gli strumenti e, spesso, i modi di approvvigionarsi. In pochi allevano i polli, o hanno un orto. Con la venuta dei supermercati un po' del contatto "sincero" con il nostro cibo si è perso. Rimangono le ricette, quelle tramandate in famiglia da una generazione all'altra. Vengono eseguite col cuore di chi ha piacere di rendere omaggio alle proprie origini e questo è molto affascinante.
Da meticcia vivo in bilico fra tradizioni del Nord e tradizioni del Sud, temini dialettali molto differenti, accenti che si rincorrono e s'intrecciano.
In famiglia nessuno di noi ha mai raccolto bruscandoli, quindi non posso raccontarvi storie di nonne in bicicletta che pedalavano lungo i fossi per fermarsi a raccogliere quei "filetti" di luppolo da portare a casa per farci il risotto. Ho tanto sentito parlare le mie compagne di scuola del risotto ai bruscandoli, incuriosendomi moltissimo. Questa è la mia versione.

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Tagliatelle fatte in casa con bieta arcobaleno

Un altro week end è passato. L'anno scorso a quest'ora ero a Milano, insieme a dei carissimi amici che contavo di rivedere proprio a marzo. Oggi ho talmente mal di schiena che non riesco nemmeno a pensare..ma vi pare possibile rimanere bloccati nel periodo più sedentario mai esistito? Questo è accaduto perché mi ostino a fare esercizi in casa alla bene e meglio, ma qui se non bilanciamo con un po' di palestra dovranno tagliare la porta d'ingresso, o calarci giù dalla finestra per ridarci la libertà, perché diventeremo troppo larghi.
Cerchiamo di fare del nostro meglio per mangiare bene, concedendoci però dei piccoli lussi: la pizza nel fine settimana, la pasta fresca, un po' di ottima carne. Per la spesa di frutta e verdura ci affidiamo ad un amico che collabora con un'azienda agricola biologica e fattoria didattica che si chiama Il Rosmarino: per fortuna fanno consegne a domicilio e nell'ultima cassetta, oltre ai deliziosi bruscandoli, c'erano le bietole arcobaleno. Solitamente io le mangio semplicemente stufate, con un po' di cipolla, sale e pepe, ma questa volta Marco ci ha fatto la pasta!

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Risotto con burrata, miele e noci

Il 27 dicembre ero ad un matrimonio in Sicilia, il quarto dell’anno. Difficilmente dopo un buffèt carico di antipasti, arrivati al primo ci si accorge di quello che si ha sotto i denti. Eppure il risotto con burrata e miele me lo ricordo ancora. In quel caso era guarnito con delizioso carpaccio di capasanta. Io ho riadattato la ricetta con ciò che avevo in casa in una domentica d'ozio e posso assicurarvi che anche questa versione merita un assaggio!

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Stinco di maiale affumicato cotto nella birra

Di stinchi di maiale e convivenza rinforzata è fatta, ormai, questa zona rossa.
Fuori è primavera, ma non si può fare nulla, così, mentre le impressioni di marzo si mescolano ai terribili dejavou del 2020, qui si cucina per scacciare la noia e mantenere la calma.

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Cotolette al burro di arachidi

La ricetta che ho utilizzato per conquistare il mio fidanzato. Provatela e col burro di arachidi vorrete impanarci il mondo intero. 

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Hamburger radicchio, speck e pecorino fatti in casa

Oggi per i veneti il radicchio è un lusso. Sicuramente perché non è sempre a buon mercato, ma soprattutto perché lo amano così tanto da goderselo senza indugio dall'inizio alla fine della sua stagione.
Per me il radicchio è un elemento praticamente imprescindibile della tavola d'inverno: lo mangio crudo, condito semplicemente con olio, sale e pepe, oppure cotto, fatto in padella o al forno. Mia madre ci prepara delle ottime lasagne ed è buonissimo nella pasta, insieme allo speck. 

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Mimì in Cocotte

Martina Tripi
info@mimiincocotte.it