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Il punto di vista del libraio: Intervista a Marta Zago della Libreria Canova di Treviso

Inizia il filone delle interviste. "Letture ai fornelli" è una rubrica che si sta trasformando rapidamente. Ho iniziato raccontandovi i miei libri di cucina preferiti, ma da oggi voglio esplorare il dietro le quinte dell'editoria culinaria attraverso il punto di vista di tutti gli elementi chiave del percorso di un libro, dall'autore fino al libraio. 

Quando la psicopatologia gastronomica contemporanea ebbe inizio

Luca Glebb Miroglio nel suo libro Manie da foodie l'ha definita "psicopatologia gastronomica contemporanea" e ne ha descritte una per una le vittime, definendo un ritratto dell'uomo moderno secondo ciò che mangia o cucina.

Mi piace riprendere in mano questo libricino di tanto in tanto, perché non smette mai di farmi sorridere. È uscito nel 2015, c'è stato il tempo per Miroglio, quindi, di studiare un fenomeno cominciato qualche tempo prima, secondo le mie personali indagini intorno al 2005.

Prologo

Italia, 2005. Il 14 marzo Sigrid Verbert pubblica il primo post del blog Cavoletto di Bruxelles. Un anno dopo arriva anche Giallo Zafferano. I libri di cucina si giocano l'attenzione del popolo ai fornelli con i siti online, più immediati e spesso arricchiti di fotografie. Non erano certo le immagini di oggi, dove tutto ruota intorno all'impatto visivo e la scrittura ha lasciato spazio a caroselli e reel, ma sapevano di certo attrarre, un po' come i libri con le figure. 

A proposito di libri, nel 2009 approda sugli scaffali delle librerie Il libro del Cavolo, per l'Italia il primo manuale di cucina firmato da un food blogger. Lo stesso anno esce anche "Cotto e mangiato" il primo progetto editoriale legato alla rubrica culinaria Mediaset, storicamente condotta da Benedetta Parodi.

Trascorre qualche anno e Csaba dalla Zorza con la sua Luxury Books porta in Italia Martha Stewart e Nigella Lawson, mentre in televisione comincia MasterChef. Il 2011 è ufficialmente l’anno in cui in Italia gli chef diventano star e gli italiani chef.

Il vincitore della prima edizione di MasterChef Spyros Theodoridis oltre a ottenere un assegno da 100.000 Euro, si guadagna l'occasione di pubblicare il suo libro di ricette, edito da Rizzoli.

Intervista Marta Zago Libreria Canova libri

 

Intervista a Marta Zago della Libreria Canova di Treviso: il punto di vista del libraio

Intervista Marta Zago Libreria Canova

Insomma, libri, TV, blog di cucina: tutto s'intreccia dando vita a quella "psicopatologia culinaria" di cui sopra.

Per comprendere meglio come questo fenomeno sia stato percepito dalle parti, ho cominciato da quello che è il primo punto d'approdo di tutti i libri felicemente pubblicati: la libreria. 

Ho chiesto a Marta Zago, direttrice e responsabile del settore bambini e ragazzi della Libreria Canova di Trevisodi raccontarmi come questo boom del settore food sia stato percepito tra le fila dei librai, per fare anche il punto della situazione sullo status quo.

Lei, quasi immediatamente, mi ha svelato che hanno recentemente cambiato l'assetto degli scaffali: il reparto manualistica e libri di cucina è stato spostato più in fondo, lasciando il posto a quello della letteratura per i più piccoli. Una questione di numeri.

Cominciamo dai numeri, dunque: qual è la situazione dei libri di cucina oggi?

La libreria è di fatto un negozio, il percorso di consultazione dev'essere fluido, il che per noi significa mettere in prima linea i libri più richiesti, prossimi all'ingresso e in una postazione più spaziosa, e così di seguito tutte le altre categorie. Il settore bambini e ragazzi in questo momento è il più forte.

In un anno vendiamo circa 500 libri del settore manualistica-cucina, che comprende anche i saggi culinari e le guide enogastronomiche. È il settore trainante della manualistica, ma ogni anno tende a calare, soprattutto se lo paragoniamo a narrativa e settore bambini e ragazzi. La saggistica, invece, è legata al periodo storico: negli anni di grandi trasformazioni vanno forti tutte le pubblicazioni che sviscerano i temi di attualità.

Il primo Natale dell'epoca Covid abbiamo assistito, invece, a un fenomeno molto singolare: tutti cercavano ricettari per bambini. In un momento in cui i bimbi erano a casa e si aveva la necessità di intrattenerli, mancava l'offerta. Gli editori si sono aggiornati repentinamente, ma è durata così poco che quando sono arrivati i libri giusti quella necessità era passata.

Non abbiamo il tempo di cucinare. Per questo, secondo me, oggi quello che muove l'acquisto è più il gusto di avere una libreria dedicata alla tavola e al cibo che l'utilità di cercare una ricetta, anche perché finiamo sempre per cercarle online.

Quali case editrici hanno cavalcato l’onda e continuano tutt’oggi ad essere di maggiore riferimento?

Guido Tommasi Editore sicuramente. Ha un buon packaging, compresa la qualità della carta, e una buona resa estetica.

Oggi il libro di cucina ha cambiato ruolo in casa: da manuale consultabile, generalmente senza immagini, si è trasformato in un oggetto di design da esposizione. Ottima resa estetica anche per Ippocampo, mentre Mondadori e Salani sono più legate al mondo televisivo del food, quindi pubblicano libri dall'eco più alto, pur rimanendo esteticamente "basici".

Slow Food Editore è un bel mix, perché cura minuziosamente la resa estetica, concentrandosi anche molto sulla fruibilità del libro, con contenuti di spessore e ricette molto chiare.

Intervista Marta Zago Libreria Canova libreria

Gli autori più venduti oggi?

Csaba dalla Zorza e Benedetta Rossi senza ombra di dubbio. Hanno entrambe un target alto, mentre le uscite legate a MasterChef, per esempio, hanno un pubblico più giovane.

Oggi si pubblicano molti libri sulla tematica delle intolleranze e credo che quelli siano fra i pochi ricettari che vengono veramente utilizzati in cucina. Nell'ambito delle cucine dal mondo, poi, c'è stato il boom, il Giappone fra tutti, anche se adesso è leggermente in calo.

I libri stranieri, da ovunque vengano, vivono il gap della lingua. Soprattutto all'inizio, secondo me, le ricette non venivano tradotte in modo del tutto comprensibile e non erano sempre ben contestualizzati gli ingredienti. Oggi stiamo migliorando.

Il problema della traduzione coinvolge l'intero mondo dell'editoria, tanto che oggi ci sono delle vere e proprie figure di riferimento, noi stessi spesso scegliamo quali libri acquistare per la libreria in base al traduttore.

Quello della traduzione non è un problema di poco conto, specialmente in un momento storico in cui abbiamo una conoscenza più ampia delle culture e delle lingue straniere. Nel caso della manualistica è tutto più difficile, perché devi trovare un traduttore che, oltre alle competenze linguistiche, abbia anche le competenze tecniche. Il suggerimento per un lettore che si accorge di qualche falla linguistica potrebbe essere di scrivere all'editore, anche perché i libri più belli vivono di ristampe e possono essere corretti da un'edizione all'altra. 

I manuali storici oggi dove si collocano, vendono ancora?

Il Cucchiaio d'Argento si continua a regalare alle coppie che si sposano o a chi va a stare fuori casa. In tutte le sue declinazioni, dal Cucchiaio Verde al Cucchiaino d'Argento, non smette di avere il suo seguito, così come anche l'Artusi.

Anche le guide enogastronomiche hanno un alter ego online, eppure si continuano a scrivere e a stampare. Michelin rimane il sacro graal dell'alta cucina. Di fatto si vendono?

Hanno un target altissimo e vendono, nonostante si aggiornino una volta l'anno. Sono il classico regalo di Natale, ma hanno prevalentemente un pubblico maschile, possiamo considerarla la dimostrazione che rimaniamo ancorati all'idea che sia l'uomo a scegliere dove andare a mangiare. 

Quindi, la guida è "maschia", mentre il ricettario è donna e questo è un interessante fermo-immagine che, anche da una prospettiva un po' inedita, convalida una struttura mentale ben consolidata nel tempo. Al massimo agli uomini si regalano libri su come fare la pizza, il barbecue o la birra fatta in casa.

Intervista Marta Zago Libreria Canova guide

Conclusioni, grazie Marta

A volte mi domando dove mi porteranno tutte queste domande sui libri di cuica e quanto abbia senso porsele. Tuttavia, parlare con Marta mi ha portato a comprendere quanto questo filone di lettura sia strettamente intrecciato ai cambiamenti socio-culturali che viviamo così repentinamente.

La Libreria Canova è un punto di riferimento da sempre per me, vera istituzione cittadina. Aperta nel 1852 dal libraio e tipografo Pietro Zoppelli, che ne ha tramandato la gestione alla famiglia, ha cambiato recentemente proprietà. È entrata nel Circolo delle Librerie d'Autore ed è diventata parte del gruppo Le Librerie s.r.l.. Si trova in piazzetta Lombardi, a due passi da piazza Pola, vicinissima a piazza dei Signori. Per mia fortuna il suo fascino rimane immutato e continua a riempire Treviso di parole.

Mimì