Mimì in Cocotte

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Racconti nel carrello - Torta di mele

I "Racconti nel carrello" sono nati in coda alla cassa. Questo nello specifico è spuntato mentre guardavo due vecchietti fare la spesa e comprare una quantità di mele esagerata, ho pensato che il motivo non potesse essere altro che romantico.

 

La lista della spesa:

  • 2 chili mele 
  • 2 chili di arance 

 

Torta di mele

Due chili di mele e due di arance, ecco cosa si ritrovava scritto nella lista della spesa James Holer il sabato mattina. "Molly andiamo? non voglio che il supermercato si riempia di gente".
"Eccomi arrivo, arrivo James! Ho rifatto il letto porca miseria, dammi il tempo!" con i suoi settant'anni superati, Molly ancora fluttuava come una nuvola rosa. Aveva gonfi boccoli biondi, un viso dolce e pieno e occhi azzurri, che sembravano sempre in procinto di lacrimare.
Il suo sguardo perennemente perso e le labbra sorridenti la facevano apparire un po' svanita. Sua figlia, infatti, non la chiamava mamma ma Alice, come la beniamina di Lewis Carroll.

In realtà era stato James ad iniziare a chiamarla così molti anni prima che Abigail cominciasse a parlare, ma quando dal Jersey si trasferirono in un piccolo paesino in provincia di Venezia smise. Molly si era fatta triste, perché le mancava casa e non sorrideva più. 

Lui provò in moltissimi modi a farle apprezzare la loro nuova vita, il trasferimento aveva comportato tanti privilegi: una rete di conoscenze di alto livello, vacanze estive in Sardegna, Sicilia a Capri "Santo Dio Alice, ci siamo trasferiti nel paese più bello del mondo! È l'Italia cavolo". Ma lei non accettava la lontananza dal luogo in cui aveva messo radici, così piangeva e gli teneva il broncio "E non chiamarmi Alice, mi ferisce!" non l'aveva mai ferita prima di allora.

Abigail si adeguò benissimo alla sua nuova vita: a scuola era una novità, tutti volevano ascoltare le sue storie e diventarle amici. Un pomeriggio tornò a casa e chiese a sua madre di prepararle qualcosa di tipicamente americano da portare in classe, per un progetto che le aveva affidato l'insegnante di storia. Si trattava di un lavoro sullo studio delle proprie origini, quella di Abigail era una sezione molto variegata in effetti e agli Hole il progetto piacque molto, ma mai James si sarebbe aspettato che diventasse così importante per la sua Molly.

Quella sera la ritrovò seduta al tavolo della cucina che scartabellava nervosamente nella sua cassettina porta ricette "Che stai facendo?", dovette ripeterglielo un paio di volte, perché Molly era così concentrata da non sentirlo nemmeno. "Oh James, mi hai spaventata! Sto cercando una ricetta per il progetto di Abigail".
"Beh potresti fare la tua torta di mele, no?" Si fermò, il dito ancora puntato sull'ultima ricetta consultata "Tu credi? Non lo so...la torta di mele non è un po' troppo semplice?".

"Io non penso sia semplice, anzi, è una ricetta di tua madre e appartiene alla tua famiglia da generazioni.  Me l'hai preparata come dessert la prima sera che hai cucinato per me e, poi, anche quando abbiamo inaugurato la nuova cucina nel Jersey"
"Non era la tarte tatin?"
"No Molly, non era la tarte tatin, era la torta di mele, non lo posso scordare, lo sai quanto mi piace quel dolce".

Molly sorrise "Era bella quella cucina, certo non accessoriata come questa, ma Abigail lì ha imparato a tenere una forchetta in mano, a mangiare come un'adulta. Non so James, io non riesco proprio ad accettare di aver perso tutto questo. Mi dispiace ma odio la nostra vita qui e non perché sia brutta, ma perché non è quella di prima".
Gli occhi le si inondarono e Molly scoppiò in un tremendo pianto, di quelli che facevano desiderare a James di sparire nel nulla. Ma fingersi invisibile in quel caso non avrebbe risolto la questione "Io credo" disse senza sapere assolutamente come avrebbe proseguito la frase "Credo che non esista una vita qui e una lì, siamo sempre noi Molly. Abigail è di sopra che dorme e io e te siamo nella nostra cucina"
"In questa cucina" lo interruppe Molly alzandosi di scatto "Oh per l'amor di Dio Molly UNA cucina del cazzo qualsiasi! ma quello che voglio dire è" la fece risedere, accompagnandola con delicatezza "Che noi ci amiamo troppo per lasciarci distruggere dall'idea di vivere in un posto che non sia il Jersey. Casa è questa adesso e finché potrò stringerti a me, baciare Abigail prima di andare a lavoro e mangiare la tua torta di mele, a me non serve altro".
Molly rimase in silenzio per qualche minuto fissando il pavimento. Lui uscì dalla cucina sperando di sentire anche solo una parola, ma sforzandosi di chiudere esattamente in quel modo la discussione. Era stato bravo, aveva detto delle belle frasi ed era certo che l'avessero colpita, ora bisognava solo aspettare. Non ci volle molto, Molly si preparò per la notte e lo raggiunse a letto. Quando si mise sotto le coperte lo strinse fortissimo e fecero l'amore.

La mattina dopo quando James si svegliò per la colazione, trovò Molly già in cucina con le mani immerse nella pasta brisée. "Devi passare a comprare due chili di mele, quando sei al supermercato chiamami che ti dico quali sono le più adatte".

Quel giorno Molly fece due torte: una era per il progetto di Abigail e l'altra per la famiglia. La divorarono tutta la sera stessa, loro tre soltanto, ridendo e scherzando come non facevano da molto tempo.

Da allora Molly ne prepara una o due a settimana, non ha smesso nemmeno quando Abigail si è trasferita a Roma per studiare. La sera lei e James si siedono in cucina, lasciando accesa solo la luce fioca della cappa dei fornelli, che amano perché crea un'intima atmosfera da bistrot, e mangiano la torta chiacchierando e bevendo un bicchiere di latte. Possono essere in Italia, o nel Jersey, in quel momento ha davvero poca importanza. Ogni sabato James le compra due chili di mele, sembra banale ma lui sa che è grazie a quelle mele che Molly è tornata ad essere una donna felice.

Mimì in Cocotte

Martina Tripi
info@mimiincocotte.it