Mimì in Cocotte

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di maggio

Ogni mese un racconto ispirato alla mia rivista del cuore, che ho scoperto essere un piccolo punto fermo per tantissime donne, di ogni età. Un altro racconto d'amore e cibo, due elementi vitali che nutrono in modi differenti.

Il racconto

Dei molti occhi belli che avevo visto i suoi, forse, erano i più profondi.  Non avevamo mai parlato molto, finché un giorno mi invitò a pranzo. Semplicemente liberi nello stesso attimo della mattinata, ci ritrovammo ad attendere che la pausa pranzo finisse con le nostre schiscette, la mia quel giorno era anche particolarmente invitante in realtà: insalata di cetrioli, finocchi al burro e peperoni alla paprica, una di quelle insalatone fresche e non tristi, con la giusta consistenza scrocchierella e quel mix di sapori che lascia insieme leggeri e soddisfatti.
Al suo invito la chiusi elegantemente, fingendo non m'importasse affatto di ciò che conteneva, presi il mio giubottino di jeans e mi diressi verso la porta, cercando di non saltellare come una scolaretta. Sì, ero felice, inaspettatamente brilla all'idea di trascorrere quell'ora insieme.
Lui era molto più alto di me, da una settimana facevo ricerche online con l'obiettivo di comprendere se e perché agli uomini piacessero le ragazze piccoline: io sono una specie di polly pocket brunetta tutta occhi e labbra.
Lo seguivo e lui parlava, parlava ininterrottamente, non avevo mai conosciuto un ragazzo così loquace (logorroico?). Mi portò in un posticino che faceva angolo, proprio davanti a quelle che, un tempo, erano state le mie scuole superiori: -Ti faccio assaggiare i migliori panzerotti al forno del mondo: qui li fanno con crema di fave, pecorino e salame.- gesticolava, con le sue mani scure, circondate da candidi polsini bianchi. Aveva la carnagione di chi gode dei favori del sole tutto l'anno, un volto bruno che, su quei lineamenti, gli dava un aspetto quasi esotico.
Era siciliano ma da qualche anno si era trasferito a Milano per lavoro. Il suo accento mi aveva fatta sentire a casa immediatamente. Io sono nata a Catania e ho sempre avuto l'impressione di vivere fuori posto. L'ingiustizia più dolorosa della vita è sempre stata quella di avermi privato della libertà di decidere se crescere in Sicilia o altrove. Come sarei stata se non fossimo partiti per il lavoro di mio padre?
Quando ero piccola scappavo ogni volta che qualcosa non andava bene, mi facevo mettere su un aereo e andavo da nonna, perché quello era il mio rifugio. Ho sempre vissuto come se fossi in prestito, domandandomi se non sarebbe stato giusto tornare e scoprire chi fossi veramente. 
Mentre mi raccontava la sua storia pensavo a Franco Battiato che cantava: 

"E ti vengo a cercare
Con la scusa di doverti parlare
Perché mi piace ciò che pensi e che dici
Perché in te vedo le mie radici"

Quel ragazzo senza saperlo stava comunicando con una parte di me che ancora non aveva incontrato anima viva, rimasta accantonata, senza alcuna speranza. Lui mi stava riconnettendo alla mia vera natura: l'avrei sposato quel ragazzo, davanti al mare, al nostro mare, sotto una cascata di bouganville, col profumo degli agrumi e il calore del sole.
Addentai il mio panzerotto, ma avevo lo stomaco stretto stretto. Ormai era deciso e forse avrei dovuto avvisarlo che l'amavo e che se si fosse innamorato di me la nostra sarebbe stata una storia da capogiro, infiammante, totalizzante, da lasciare completamente senza fiato. 

-Adesso ordiniamo una cosa che mi ricorda un po' casa.- La ragazza che ci aveva servito i panzerotti uscì per portare via i piatti. Gli dava del tu, gli toccava la spalla, gli si accostava per aiutarlo a scegliere il dolce sul menù, anche lei, probabilmente, lo voleva. Tornò fuori con una fetta di millefoglie e due forchette: uno strato di sfoglia croccante e dorata con fragole fresche ed una crema che profumava di basilico, ricordando l'estate. -È la ganache a fare questo profumo, forse sembra strano ritrovarlo in un dolce, ma, siamo onesti, ha qualcosa di straordinario. Se ad agosto scendi con me ti faccio assaggiare delle cose...passeremo dalla spiaggia alla tavola, dalla tavola alla spiaggia, dai, fatti il biglietto!- La cucina siciliana la conoscevo bene e l'amavo ovviamente, ma avevo idea che lui mi avrebbe fatto totalmente riscoprire il mio meridione, che mi avrebbe spalancato le porte di una Sicilia sulla quale, fino a quel momento, avevo solo fantasticato.
-Scendo, certo che scendo, voglio provare tutto!-.
Prendemmo nuovamente posizione alle nostre scrivanie ebbri di cibo, leggermente frastornati dal vino fresco che avevamo bevuto con la leggerezza di chi è già lontano e privo di ogni pensiero, compreso quello di dover tornare alla realtà prima o poi.
Mi sentivo come se il cuore mi fosse scoppiato, rubando spazio ad ogni altro organo del mio corpo. Mi sento così anche oggi, mentre preparo quella stessa millefoglie per il suo compleanno, ho imparato a prendermi cura del basilico, mai avrei pensato fosse possibile, io che per una vita ho coltivato solo piante di plastica. Da qualche anno siamo tornati a vivere in Sicilia, il nostro è stato uno di quegli amori che sconvolge e disarma, inesauribile. Adesso abbiamo una casa davanti al mare e il giardino pieno di bouganville. 

La Cucina Italiana maggio 3

Mimì in Cocotte

Martina Tripi
info@mimiincocotte.it