Mimì in Cocotte

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LA CUCINA ITALIANA - Il racconto di dicembre

La tavola è spesso il teatro dei più memorabili momenti della vita. Storie belle e brutte vi si alternano intorno al ritmo incalzante delle portate servite. 
Dopo mesi trascorsi a prendere ispirazione dalle ricette di La Cucina Italiana, per l'ultimo racconto dell'anno mi sono lasciata trasportare dall'immagine di una tavola, quella di Giusi Battaglia a pagina 85.
Si chiude così una rubrica che mi ha dato la possibilità di raccontare tante storie di fantasia intorno alla cucina. Grazie alla mia rivista del cuore che, inconsapevolmente, mi ha fatto viaggiare in un luogo meraviglioso, sospeso fra palato e pensiero.

 

Il racconto

Una pila di riviste stava in bilico sul tavolino del soggiorno, Andrea le avrebbe fatte sparire di lì a poco, lui odiava il disordine, anche quello apparente. Giulia, invece, le considerava i suoi punti di riferimento durante le feste. Poteva perdersene qualche numero durante l'anno, ma mai le pubblicazioni di dicembre.
Lei aveva già le sue ricette, quindi raramente lo scopo era trarre ispirazione dalle miriadi di preparazioni pubblicate e sapeva anche come apparecchiare. Non aveva veramente necessità di recuperare il nome del miglior panettone sulla scena o del mandorlato perfetto da servire prima del caffè, a lei piaceva quello che sua zia le faceva trovare da sempre il giorno di Natale, quello della Garzotto Rocco & Figlio di Colonia Veneta.

Eppure quelle riviste la facevano sentire bene, la caricavano d'atmosfera, le facevano da contorno mentre si dedicava alla casa nel periodo delle feste.
Attendeva i suoceri per Natale, sarebbero arrivati per vedere casa nuova e darle qualche consiglio su dove collocare alcuni oggetti rimasti nel limbo dell'arredo.
Per cena avrebbe preparato qualcosa di semplice, per fortuna a lei era toccata l'unica suocera incapace di cucinare, nonché praticamente priva di papille gustative. Il suocero, invece, era talmente affabile da adorare tutto ciò che gli serviva. Giulia sapeva di essere stata molto fortunata...almeno sotto questo aspetto.
Se il pasto non era un problema, quello a cui la signora Cataldi avrebbe decisamente prestato attenzione sarebbe stata l'apparecchiatura, no, non perché fosse grande spettatrice di Cortesie per gli ospiti, Matilde Cataldi era un'esteta.
Dopo anni nell'alta moda a incutere terrore come Maryl Streep ne Il Diavolo veste Prada, quella donna si era ritirata per godersi la meritata pensione ma, in carenza di collezioni stagionali da stroncare, si ritrovava istintivamente costretta a riversare tutto il suo cinico disprezzo sulle scelte stilistiche di Giulia. 

Per quella sera aveva scelto una tovaglia bianca, l'aveva perfettamente stirata e, poi, aveva deciso di comporre il centrotavola con due elementi che di certo avrebbero inorgoglito la signora Cataldi: il limone e il melograno, il primo a celebrare la sua terra d'origine, l'altro simbolo di vita e abbondanza.

Che le fosse piaciuta o meno, sua suocera avrebbe prestato poca attenzione a quella tavola, perché sarebbe stata coinvoltissima dalla conversazione e di questo Giulia era certa. Quando Andrea tornò le lanciò uno sguardo di complicità pieno di emozione, tutto era pronto! Giulia riempì immediatamente i calici fino all'orlo, tranne il suo. Li fece accomodare sul divano e, come previsto, Andrea si accinse immediatamente a togliere le riviste appoggiate sgraziatamente sul tavolino: "No ti prego lascia qui La Cucina Italiana che domani mattina voglio leggerlo mentre faccio colazione".

"Allora questo brindisi!" esortò la temibile signora Cataldi col tono accigliato di chi sta redarguendo lo stagista di turno "Eccoci mamma!" Andrea li raggiunse prontamente, proprio con lo stesso zelo di uno stagista impaurito.
"Giulia tu non bevi?" ecco l'occhio di falco al quale non sfugge nulla. "No mamma, Giulia non beve e, a questo proposito, abbiamo una notizia da darvi". Il signor Cataldi, che aveva sempre dato pochi cenni di vita in generale, balzò in piedi "Non me lo dite!". Andrea scoppiò in una risata nervosa, ma evidentemente lieta: "Sì! Papà, mamma: tra qualche mese diventerete nonni, io e Giulia aspettiamo un bambino".
E fu attorno a quella tavola piena di melograno che la signora Cataldi ebbe una scintilla d'entusiasmo come non se ne presentavano da tempo: suo nipote sarebbe stato il bambino meglio vestito al mondo grazie al gusto impeccabile di nonna!

Mimì in Cocotte

Martina Tripi
info@mimiincocotte.it